ITINERARIO UMBRIA
Valnerina: un cammino di resilienza e rinascita
La Valnerina, cuore verde e spirituale dell’Umbria, è una terra modellata dalle acque del fiume Nera e dalle vette dei Monti Sibillini. In questo lembo di Appennino, dove la natura selvaggia incontra una spiritualità millenaria, la ricostruzione diventa cura dell’anima di un intero territorio.
L’itinerario proposto è un viaggio nella memoria e nella speranza, che attraversa i luoghi segnati dal sisma del 2016 per testimoniare la forza di una comunità che ha scelto di restare. Il percorso inizia idealmente dal Deposito di Santo Chiodo a Spoleto, dove migliaia di opere salvate dalle macerie hanno ricevuto e ricevono le cure necessarie per essere riportate a casa. Prosegue poi verso borghi preziosi come Cerreto di Spoleto e Monteleone di Spoleto, dove il restauro della Chiesa di San Francesco, ultimato nel 2025, segna una tappa fondamentale nel recupero dell’identità locale.

Il cammino prosegue verso Cascia e il complesso di Sant’Agostino, per poi raggiungere la Chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia, luogo che incarna la sfida del restauro scientifico dopo la devastazione. Il viaggio culmina a Norcia, patria di San Benedetto e patrono d’Europa. Qui, la Basilica restaurata e restituita alla comunità nell’ottobre 2025 si erge a simbolo mondiale della rinascita: un esempio straordinario in cui le più avanzate tecnologie antisismiche proteggono secoli di storia e fede.
Visitare la Valnerina oggi è un’esperienza alla scoperta della rinascita del patrimonio culturale, delle eccellenze gastronomiche e di paesaggi d’incanto, nonché un sostegno a un’economia viva e un riconoscimento al lavoro di chi sta ricucendo, pietra dopo pietra, il futuro di questa straordinaria vallata.
Oltre le macerie: un viaggio nella rinascita della Valnerina
La Valnerina, una terra di silenzi, acque sorgive e vette scoscese che si snoda lungo il bacino del fiume Nera, nel cuore verde dell’Umbria, è pervasa dall’armonia tra natura selvaggia e spiritualità millenaria.
Situata nella parte sud-orientale dell’Umbria, al confine con le Marche e il Lazio, la Valnerina, protetta in gran parte dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è modellata dal corso del fiume Nera, con gole strette che si aprono improvvisamente in ampi altipiani, come la suggestiva Piana di Castelluccio, dove tra la fine di maggio e la metà di luglio le fioriture spettacolari distolgono lo sguardo dal verde dei boschi di lecci e faggi.
Il passaggio dai fondovalle rigogliosi alle vette dei Monti Sibillini, che superano i 2.000 metri, crea un contrasto visivo unico tra il blu delle acque e il grigio delle rocce calcaree. All’estremità meridionale del Nera, dove il Velino defluisce dal lago di Piediluco, si trova la Cascata delle Marmore, un’opera d’ingegneria romana che vanta uno dei salti più alti d’Europa. La valle rappresenta un habitat naturale di grande valore in particolare per due dei principali predatori italiani, l’Aquila Reale e il Lupo Appenninico, specie protette che costituiscono un patrimonio di biodiversità fondamentale per l’Appennino centrale, simboli di una natura che è rimasta padrona del territorio.
La storia della Valnerina è una cronaca di confini, attraversamenti, isolamento e resilienza. Fin dall’epoca preromana la valle ha rappresentato un importante punto di collegamento tra l’Adriatico e il Tirreno attraverso i valichi appenninici. La regione era un crocevia di popoli italici dediti a pastorizia e agricoltura, con comunità strutturate in insediamenti fortificati su alture.
La maggiore concentrazione degli interventi a seguito del sisma del 2016 in Umbria ha interessato la porzione che in antico faceva parte della Regio IV Sabinia et Samnium e in particolare la Sabina interna, che vedeva il suo centro amministrativo più settentrionale proprio nella prefettura dell’antica Nursia. I dati emersi dalle attività di tutela archeologica condotte dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria nelle fasi dell’emergenza e della ricostruzione tuttora in corso hanno consentito di arricchire il quadro delle conoscenze e contribuire alla redazione dei piani di ricostruzione. Dati molto interessanti per la conoscenza dell’abitato dell’antica Norcia sono emersi, ad esempio, dai lavori di restauro e ricostruzione della Basilica di San Benedetto, nella cui cripta sono stati messi in luce tratti di murature in opera reticolata appartenenti a un grande ambiente con esedra semicircolare facente parte di un complesso databile al II-I secolo a.C.

Nel corso dei secoli l’avvicendarsi di Sabini, Romani, Longobardi, monaci benedettini e Stato Pontificio ha segnato le vicende di questo territorio, lasciando traccia soprattutto nella creazione di imponenti e affascinanti architetture. Il paesaggio è punteggiato da castelli di pendio e torri di avvistamento, nati per difendere il territorio, borghi che raccontano secoli di vita feudale. La vita di questa terra è stata spesso ferita dai terremoti, ma la forza dei suoi abitanti ha permesso di preservare capolavori architettonici e tradizioni millenarie.
Tra il Settecento e l’Ottocento la fama della Valnerina raggiunse la sua massima diffusione come meta del Grand Tour che i giovani nobili e gli intellettuali del tempo svolgevano in Europa per completare e arricchire la propria formazione culturale. Molti scrittori e poeti europei, da Hans Christian Andersen a Wilhelm Heinse, da Chateaubriand a De Sade, da Goethe a Lord Byron, visitando la Valnerina sono rimasti rapiti dallo spettacolo dei suoi scenari e ne hanno descritto l’effetto nelle loro opere.
Durante la Seconda Guerra mondiale la Valle fu protagonista di un forte movimento della Resistenza, soprattutto da parte della Brigata Garibaldina “Antonio Gramsci”, che nel Marzo del 1944 creò nel territorio posto tra Cascia e Leonessa la prima zona libera d’Italia.
Dal punto di vista della cultura gastronomica, qui caratterizzata da a sapori autentici e montani, la valle è famosa per aver dato il nome all’arte della lavorazione del maiale, la norcineria, e per prodotti di fama internazionale come il Prosciutto di Norcia IGP, il pregiato tartufo nero, le lenticchie di Castelluccio IGP, il farro di Monteleone di Spoleto, la trota
L’itinerario alla scoperta dei luoghi della ricostruzione pubblica in Valnerina che si propone rappresenta un vero e proprio cammino attraverso la memoria, la resilienza e la tecnologia a servizio del patrimonio culturale. A dieci anni dai tragici eventi del 2016, percorrere la Valnerina consente di scoprire come l’identità di un territorio possa risorgere attraverso la cura del suo patrimonio artistico e spirituale.

Il viaggio inizia idealmente da Spoleto dove si trova il Deposito di Santo Chiodo, un “pronto soccorso dell’arte” e un’eccellenza nella salvaguardia dei beni in situazioni di emergenza dove migliaia di opere salvate dalle macerie hanno trovato rifugio e cure, in attesa di tornare nelle loro sedi originarie.
Si prosegue alla volta di Cerreto di Spoleto alla scoperta della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, dove la ricostruzione si fa dettaglio, mostrandoci come il recupero architettonico sia fondamentale per restituire un senso di comunità a borghi antichi e preziosi.
Da Cerreto si riparte in direzione Monteleone di Spoleto per ammirare la Chiesa di San Francesco dove i lavori sono terminati 5 settembre 2025 in occasione delle celebrazioni per l’VIII centenario della morte del santo patrono d’Italia.

Il viaggio continua a Cascia, dove ai piedi della città di Santa Rita sorgono la Chiesa e il Convento di Sant’Agostino, testimonianza della tenacia di un ordine religioso e di una città che hanno saputo proteggere i propri tesori artistici trasformandoli in simboli di speranza.
Da Cascia, percorrendo la strada statale 685 delle Tre Valli Umbre fino a Norcia e poi proseguendo sulla strada provinciale 476 in direzione Preci, si raggiunge la Chiesa di San Salvatore in Campi. Questa tappa testimonia non solo la devastazione provocata dagli eventi sismici del 2016, ma anche la straordinaria resilienza e il meticoloso lavoro di restauro e salvaguardia del patrimonio culturale italiano.
L’itinerario termina a Norcia, simbolo della rinascita della Valnerina. Il percorso culmina davanti alla Basilica di San Benedetto, restituita alla comunità il 30 ottobre 2025. Se le immagini della sua facciata isolata nel vuoto hanno fatto il giro del mondo nel 2016 oggi la Basilica rinata è il simbolo mondiale della ricostruzione, un luogo dove l’antico incontra le più moderne tecnologie antisismiche per proteggere il futuro del Patrono d’Europa.
L’itinerario termina a Norcia, simbolo della rinascita della Valnerina. Il percorso culmina davanti alla Basilica di San Benedetto, restituita alla comunità il 30 ottobre 2025. Se le immagini della sua facciata isolata nel vuoto hanno fatto il giro del mondo nel 2016 oggi la Basilica rinata è il simbolo mondiale della ricostruzione, un luogo dove l’antico incontra le più moderne tecnologie antisismiche per proteggere il futuro del Patrono d’Europa.

FINANZIAMENTI PER IL RESTAURO/RECUPERO DEI BENI CULTURALI CHE COMPONGONO IL PERCORSO
| TAPPA/BENE | OGGETTO | ANNO LIQUIDAZIONE | IMPORTO |
| CERRETO DI SPOLETO (PG): Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli | Somma urgenza | 2020 | 40.778,01 |
| Indagini | 2020 | 13.337,08 | |
| Progettazione | 2021 | 48.250,85 | |
| Lavori – anticipazione contrattuale | 2025 | 206.933,93 | |
| MONTELEONE DI SPOLETO (PG): Chiesa di San Francesco | Messa in sicurezza e DL | 2024 | 8.793,75 |
| Messa in sicurezza e DL | 2025 | 41.306,85 | |
| Progettazione strutturale e CSP | 2020 | 15.008,80 | |
| Lavori | 2024 | 23.972,21 | |
| Lavori | 2024 | 43.485,92 | |
| Lavori | 2025 | 135.773,94 | |
| Lavori | 2025 | 56.109,17 | |
| DO e CSE | 2024 | 4.274,31 | |
| DO e CSE | 2025 | 13.228,53 | |
| Incentivi | 2025 | 2.386,07 | |
| CASCIA (PG): Chiesa e Convento di Sant’Agostino | Progettazione e CSP | 2021 | 5.899,92 |
| Progettazione e CSP | 2022 | 2.981,68 | |
| Lavori | 2023 | 12.244,32 | |
| CAMPI DI NORCIA (PG): Chiesa di San Salvatore | Lavori | 2024 | 99.758,85 |
| Missioni | 2024 | 1.663,38 | |
| Lavori | 2024 | 9.122,98 | |
| Lavori | 2025 | 57.926,70 | |
| Lavori | 2025 | 39.966,64 | |
| NORCIA (PG): Basilica di San Benedetto | Lavori messa in sicurezza | 2019 | 1.060.000,00 |
| Progettazione | 2021 – 2023 | 978.144,61 | |
| Incentivi FASE 1 – SOTTOFASE 3 | 2021 | 3.359,88 | |
| Lavori | 2020 – 2024 | 12.134.821,42 | |
| Incentivi LOTTO 1 | 2024 | 43.826,88 | |
| Servizi e forniture | 2025 | 2.245.741,10 |
BIBLIOGRAFIA
M. Arca Petrucci, C. Cerreti (a cura di), Per una geografia della Valnerina. Pratiche e linguaggi del processo di territorializzazione, Roma 2024
A. Betori, G. Sabatini, “Per un inquadramento archeologico del territorio dell’Appennino centrale”, in G. Cassio, G. L. Delogu, P. Moriconi (a cura di), Restauravit. L’Art Bonus per i terremoti colpiti dal sisma del 2016, Roma 2024, pp. 41-50.
G. Castelli, MEDIAE TERRAE. Dopo il terremoto: la rinascita dell’Italia centrale oltre la fragilità del territorio, Roma 2024
F. Fatichenti, “La riterritorializzazione della montagna dell’Umbria sud-orientale”, in G. Macchi Jánica, A. Palumbo (a cura di), Territori Spezzati. Spopolamento e abbandono nelle aree interne dell’Italia contemporanea, Roma 2019, pp. 111-116.
P. Iannelli, “Il recupero del patrimonio culturale mobile coinvolto da eventi emergenziali: un percorso unitario tra emergenza e ricostruzione”, in G. Cassio, G. L. Delogu, P. Moriconi (a cura di), Restauravit. L’Art Bonus per i terremoti colpiti dal sisma del 2016, Roma 2024, pp. 19-24
C. Giacobelli, I Cammini della Rinascita. Tesori nascosti dell’Appennino centrale, Firenze- Milano 2025
M. Lucioni, “Pronto intervento e ricomposizione dei frammenti del dipinto su tela di Filippo Napoletano rinvenuto dalle macerie della basilica di San benedetto”, in G. Cassio, G. L. Delogu, P. Moriconi (a cura di), Restauravit. L’Art Bonus per i terremoti colpiti dal sisma del 2016, Roma 2024, pp. 266-268.
A. Rutiloni, “Il paesaggio e i beni paesaggistici. Il contesto dei beni storici e artistici colpiti dal sisma del 2016”, in G. Cassio, G. L. Delogu, P. Moriconi (a cura di), Restauravit. L’Art Bonus per i terremoti colpiti dal sisma del 2016, Roma 2024, pp. 25-40
Ultimo aggiornamento
26 Giugno 2026, 13:06
ISTITUTO CENTRALE PER LA GESTIONE DEI RISCHI DEL PATRIMONIO CULTURALE